Le mele di Sodoma

Fine aprile 2011, Alture dell’Anti Atlante. Marocco sud-occidentale.

La luce radente del tramonto stampa nel cielo il nero profilo dello Jebel el Gara. Dai suoi versanti lunghe ombre calano sulla piana di Ait Atta inghiottendo i radi arbusti di tamerici e acheb, unici segni di vita in quell’arida distesa di pietre. Solo la lunga scia di polvere lasciata da un fuoristrada turba la millenaria quiete di questo paesaggio alieno.

A bordo sono in quattro. I due davanti sembrano gemelli, oc­chiali scuri, folti baffi neri, divisa kaki e pistola nella fondina. Dietro, uno di fronte all’altro, due passeggeri. Entrambi sulla trentina, uno veste all’europea, jeans e maglietta, l’altro, il cui portamento e i gioielli ne rivelano l’origine nobile, indossa il tipico abito arabo, un candido dishdasha.

“Le mele di Sodoma” racconta la storia di Alberto Macchi, giovane medico e unico rampollo di una ricca famiglia della provincia milanese. Prigioniero dei suoi pregiudizi rifiuta chi è diverso da lui, ignora e fugge una realtà che invece è presente e davanti agli occhi di tutti. La sua esistenza scorre morbida e senza problemi nell’agiatezza regalata dai soldi ma, causa alcuni drammatici accadimenti, improvvisamente il suo corso subirà un profondo cambiamento.

Alberto grazie all’incontro con una infermiera e ad un viaggio in Marocco, imparerà ad apprezzare il diverso, condividerà la storia di altre persone iniziando così ad amare sé stesso e il prossimo per vivere, finalmente, una vita piena.

Un romanzo di formazione, oltre che di avventura, all’interno del quale l’autore mette a confronto modelli esistenziali e culture completamente differenti che, nonostante le diversità e un nemico terribile come il terrorismo, troveranno la maniera di coesistere per creare qualcosa di originale e buono.

Ambientata in parte nella provincia di Milano e tra le aree desertiche del Nordafrica, in particolar modo nel Marocco sahariano, la storia farà respirare al lettore l’atmosfera di terre magiche, misteriose e ricche di valori antichi.

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