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Agli inizi le primarie necessità dell’uomo erano procurarsi il cibo, proteggersi dal freddo, dalle belve e avere un posto dove vivere.

Man mano aumentavano le sue conoscenze e capacità produttive, di pari passo aumentavano anche le necessità di contabilizzare i prodotti del proprio lavoro, registrare le merci trattate negli scambi, definire accordi commerciali, politici e territoriali. Per tutto questo non bastavano più i graffiti sulle pareti delle caverne,

Occorreva trovare qualcosa di diverso e più completo per comunicare.

Nasce così un sistema di segni che per l’uomo segna la definitiva uscita dalla preistoria e il suo ingresso nella Storia:

LA SCRITTURA

Dapprima espressa con pittogrammi, poi con gli ideogrammi e i geroglifici la scrittura evolve le sue forme arcaiche diventando prima cuneiforme e poi fonetica. Ora l’uomo è in grado di comunicare attraverso segni che rappresentano suoni e significati. Ma non è finita, il sistema si rinnova e sviluppa continuamente. Piccoli insiemi di segni formano le parole, insiemi di parole esprimono concetti e idee. Nasce così la scrittura alfabetica i cui precursori furono i Fenici, un popolo di navigatori dedito a traffici commerciali in tutta l’area del Mediterraneo. Il loro alfabeto era un sistema di comunicazione facile, rapido e alla portata di tutti i popoli costieri e non.

Insieme alle capacità pratiche e tecnologiche cresce nell’uomo l’istinto per l’arte, la cultura e il gusto estetico. Nascono pittori, scultori e anche scrittori.

L’uso della scrittura diventa arte.

Un arte di una vastità infinita, che non può essere insegnata, che non ha regole assolute, che non può essere chiusa in recinti, perché ognuno di noi può esprimerla in infiniti modi. La grande scrittura non è una semplice sequenza di mosse preordinate, non è una fredda formula matematica, un algoritmo, ma è il talento, la bellezza, la ricerca, la musicalità a renderla tale.

Come col pennello o lo scalpello, dipingere e scolpire diventa possibile anche con le parole. Storie, trame, personaggi, luoghi, sentimenti, non hanno bisogno di tele o del marmo, bastano solo dei fogli di carta per dare vita a pagine e pagine di emozioni.

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