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Il modello “GLADIATOR”
misura: |
1120 mm lunghezza f.t.
750 mm da chiglia a testa
albero
285 mm larghezza
peso: 12 kg. circa. |
Conserva, dopo l’eliminazione di tutti gli asservimenti per la
navigazione, l’impianto elettrico che con 30 lampadine a 3W
illumina gli interni ed esterni delle tughe, della timoneria e
dell’albero della nave.
Lo scafo, ordinate e fasciame, è stato rivestito, per simulare
le lamiere, con foglietti di alluminio.
Tali foglietti sono stati ricavati tagliando, dopo averle
scolate, innumerevoli lattine, mentre tutte le sovrastrutture
sono state realizzate in plastica.
La verniciatura è stata fatta a pennello utilizzando colori
acrilici all’acqua. Il modello è stato poi moderatamente
“invecchiato” aggiungendo ruggini e macchie di sporco.
Invecchiando il modello ho compiuto una scelta importante,
perché secondo il regolamento Federazione Internazionale
Navimodel, i lavori presentati ai vari campionati devono essere
verniciati come se fossero appena usciti dal cantiere.
Pertanto senza invecchiamento!!
Consapevole di questo fatto ho partecipato lo stesso al
Campionato Italiano 2000 tenutosi a CASTELLANZA (VA) e
nonostante 5-6 punti in meno per il motivo sopracitato e per la
documentazione allegata non sufficiente, il buon “GLADIATOR”
ha “beccato” un bellissimo 89 punti, medaglia di bronzo, ad un
solo punto dall’argento e selezionato per la partecipazione ai
Campionati Europei 2001.
Questa è solo una delle soddisfazioni, tutte le altre arrivano
ogni volta che partecipo alle mostre e qualcuno del pubblico si
avvicina, guarda il mio modello, sorride, parla con chi gli sta
accanto o mi chiede informazioni, fa domande e poi prima di
andarsene mi fa i complimenti e mi stringe la mano.
Ne ho fatte tante ma ogni volta è per me un’emozione !
Prima di lasciarvi alle immagini desidero ringraziare ancora la
S.E.R.S. di Ravenna che mi ha consentito di visitare il
vero “GLADIATOR” in ogni suo angolo e poter realizzazione un
servizio fotografico senza il quale non avrei potuto scendere
così nel dettaglio.
Grazie ancora al suo equipaggio, soprattutto al motorista
CARLETTO di Marina di Ravenna, che mi fece da guida.
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